IL GRANDE DONO DI NELLA LA COCCINELLA: FUTURA PRESENTA IL NUOVO LIBRO IN COLLABORAZIONE DI AIDO, CNT E AAS5.

IL GRANDE DONO DI NELLA LA COCCINELLA: FUTURA PRESENTA IL NUOVO LIBRO IN COLLABORAZIONE DI AIDO, CNT E AAS5.

Donare dovrebbe essere un’azione spontanea, che nasce dal cuore, specie se si tratta di salvare una vita. Si tratta però di una “prontezza” non sempre così immediata su questa scelta molto difficile da compiere.
“Il grande dono di Nella la Coccinella” è il titolo del libro pensato e scritto da Roberto Bigai, Franca Franco e Monica Luccon e pubblicato da Futura Edizioni. Un libro che ha lo scopo di far conoscere ai bambini l’opportunità delle donazioni, la loro importanza rilevante e l’amore che sta alla base.

Sarà presentato il prossimo sabato 5 dice alle ore 16,30 presso la sede della cooperativa sociale Futura in via Pescopagano, 6 – Z.I. Ponte Rosso a San Vito al Tagliamento (PN). Per l’occasione interveranno: dott. Roberto Bigai, Rianimatore e Anestesista Coord. Area Vasta regione FVG; Marialaura Martin, responsabile provinciale AIDO; dott. Roberto Peressutti, Direttore Centro regionale Trapianti; Antonio Di Bisceglie, sindaco di San Vito al Tagliamento; Patrizia Geremia, Art Director di Futura cooperativa sociale Onlus e Francesca Benvenuto, responsabile Futura Edizioni. Si tratta di un libro particolare non solo per il tema, ma anche per il formato: una lunga fisarmonica con le illustrazioni dei bambini delle scuole primarie “B. Ortis” di Chions, “E. De Amicis” di Villotta, “P.A. Buodo” di Pravisdomini e “I. Nievo” di Cordovado (PN) e dei laboratori “Geneticamente diverso” della cooperativa sociale Futura.

Per saperne di più a FuturaVillage, ho intervistato il dr. Roberto Bigai che ringrazio, come sempre, per la preziosa disponibilità.

 

1. Che libro è: “Il grande dono di Nella”?

È un libro a più facce. Da una parte, la storia di una coccinella che cerca i punti neri persi dal suo avo durante il diluvio universale. Nel suo viaggio scopre che ogni volta che compie una buona azione verso gli altri, recupera un puntino. È un libro dedicato ai bimbi, disegnato dai bimbi che dice in modo forte quanto importante sia dedicarsi agli altri, donare senza chiedere nulla in cambio, dalle piccole cose fino al grande dono della vita. Dall’altra è una lezione di medicina che spiega ai bambini quanto sia importante il cervello e qual’è la differenza tra coma e morte.

2. Chi ha avuto l’idea di questo libro e a chi è indirizzato?

L’idea nasce quando qualcuno ha proposto di andare a parlare di donazione d’organi alla scuola primaria. I bimbi non amano i grandi discorsi e tanto meno diapositive piene di parole. Da li l’idea del racconto. La storia non è nuova, ma tratta da un libro scritto da Cristiana Ruschi del Punta per il movimento scout dell’AGESCI (associazione guide e scout cattolici italiani) per supportare la metodologia dei più piccoli, modificata alle nostre esigenze. Ogni volta che l’abbiamo usata, i bimbi sono parsi affascinati e coinvolti tanto che alla fine dell’esperienza ci hanno riempito di disegni. Da qui al libro il passo è stato breve. È un libro che va letto insieme, genitori e figli. Per gli adulti un compendio offre informazioni “da grandi” sul mondo della donazione per aiutarli a rispondere alle domande dei bimbi che inevitabilmente Nella provoca.

3. A che cosa si riferisce la metafora dell’albero della vita?

Tutti noi pensiamo che quando una persona muore è perché si ferma il cuore, ma la morte invece sopraggiunge quando muore il cervello. L’albero è la metafora che abbiamo voluto usare per spiegare ai bimbi come è fatto e come funziona il cervello e per far capire che quando i muore, muore anche la persona,

4. Quale differenza c’è tra il trapianto di organi – tessuti – cornee?

Quando una persona muore, può donare diverse cose: gli organi solo se si trova in rianimazione in morte cerebrale (come Nella) dove le macchine sostengono l’attività degli organi anche se il cervello è morto. Si può donare il cuore, i polmoni, l’intestino, i reni, il fegato, il pancreas che possono salvare la vita a oltre 9000 persone che in Italia attendono una telefonata. Non c’è limite di età ma quello che conta è solo lo stato degli organi, i tessuti e le cornee possono essere donati da tutti anche quelli che muoiono per causa cardiaca fino a 74 anni di età. Si possono donare, vasi, valvole cardiache, cartilagini, osso, pelle che vengono tenute in banche dei tessuti e possono salvare la funzione anche dopo anni dal prelievo. Si può donare anche da vivi. L’osso tolto durante le artroprotesi, i vasi delle gambe tolti durante la safenectomia, il cordone ombelicale del nascituro, in rari casi un rene e un pezzo di fegato.

5. Ritenete utile, quindi, che la donazioni di organi, come la morte del resto, debbano essere argomenti che vanno affrontati tra I banchi di scuola sin dalle prime classi?

Assolutamente si. Trovarsi a dover decidere nel momento che accade se donare oppure no, mette in grossa difficoltà i famigliari perché spesso non se nel mai parlato in vita. Parlarne da piccoli aiuta a scegliere perché bisogna farlo. Esiste una legge scritta il 1 Aprile del 1999 che chiede a tutti i cittadini italiani di decidere e obbliga noi sanitari in caso di morte cerebrale, a informare i parenti e a ottenere un consenso o una opposizione.

6. Con la pubblicazione di questo libro, siete dell’avviso che occorra fare un’azione di sensibilizzazione, rispetto all’essere pronti e disponibili alla donazione di organi e quant’altro? Ad avere, inoltre, una visione diversa dalla solita rispetto all’opportunità di “ridonare una vita” ad una persona sconosciuta?

Donare senza se e senza ma, in un mondo dove l’egoismo e l’egocentrismo è predominante, è la sfida di domani. Siamo tutti nella stessa barca. Quando da piccolo andavo nei paesi di montagna dove le serrature delle case non esistevano e ognuno entrava e usciva a piacere condividendo tutto quello che c’era, restavo senza parole e invidioso di quel modo di vivere.

7. Non spetta, quindi, solo a Dio e ai genitori quest’ultimo compito importantissimo e di alta responsabilità?

No spetta a ognuno di noi dire cosa fare. &E grave; una cosa troppo importante per lasciar decidere agli altri.

8. Forse è necessario diffondere una nuova cultura del donare senza aspettarsi nulla in cambio?

Dare senza chiedere, senza attendere un grazie, senza un secondo fine solo per il gusto di dare; ogni giorno lavoro affinché anche le piccole azioni creino una reazione a catena e con la certezza che quello che oggi dai prima o poi tornerà indietro.

Paolo Belluzzo
paolobelluzzo@futuracoopsociale.it

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