PUNTO ZERO: “LUOGO DOVE SENTIRSI VIVI E ATTIVI”

PUNTO ZERO: “LUOGO DOVE SENTIRSI VIVI E ATTIVI”

Un Centro Socio-educativo che opera “per” e “con” la disabilità: “un punto di partenza per alcuni e un punto d’arrivo per altri”. Progetti futuri: domiciliarità e turismo accessibile

Offrire loro una condizione di benessere e di autonomia attraverso laboratori e attività mirate; creare sempre nuovi contatti con l’esterno in modo tale che gli utenti conoscano persone nuove con le quali possano poi rapportarsi; essere un punto di riferimento e di aiuto costante per le famiglie degli ospiti. Questi, in sintesi, i principali obiettivi per cui opera da quasi diciott’anni il centro diurno “Punto Zero” gestito dalla cooperativa sociale Futura di San Vito al Tagliamento. Centro diurno che opera “per” e ”con” le persone ”diversamente abili” adulte, non in grado di sostenere un lavoro vero e proprio ma, avendo delle potenzialità e risorse da sfruttare, si possono rendere utili a se stessi e agli altri. “Il nome Punto Zero – spiega infatti Michele Ervoni, l’attuale coordinatore del centro diurno, nonché uno degli ultimi obiettori di coscienza che hanno prestato servizio a Futura – parte dall’idea che il centro per alcuni è un punto d’arrivo mentre per altri rappresenta un punto di partenza”.

Ė con queste filosofie che ”parte” nel lontano giugno 1998 l’avventura del centro diurno nella “casetta” di via Savorgnano San Vito al Tagliamento, proseguendo nel 2009 nella zona industriale del Ponte Rosso dove la cooperativa ha avuto modo di costruire la nuova sede.

A distanza di anni, gli obiettivi sono rimasti gli stessi, mentre è mutato il numero degli ospiti e anche quello degli educatori. All’inizio gli utenti erano sei, mentre ad oggi sono diciotto le persone (maschie femmine) ospiti del centro diurno. “Undici persone – precisa Michele – sono convenzionate con l’Azienda Sanitaria di Pordenone e le altre frequentano il centro attraverso altre formule. Quanto poi agli operatori, nel ’98 c’erano due educatrici (Donatella Jus e Sara Mattei, che lavorano tuttora in cooperativa), mentre, in questo periodo, sono undici. Ogni ospite – continua a spiegare Michele – ha un progetto educativo individualizzato ed è seguito da almeno due educatori di riferimento, i quali si occupano anche di mantenere i rapporti con la famiglia”.

Davvero molteplici sono le attività che vengono proposte e svolte ogni settimana a Punto Zero e che vengono pianificate dagli educatori all’inizio di ogni anno; tenendo sempre presenti sia gli obiettivi principali del centro socio-educativo, che le caratteristiche del singolo ospite. Attività volte sempre a dare nuovi stimoli agli ospiti e sono: geografia, ”sosteniamoci”, “in autonomia”, “favolare”, “troviamoci in biblioteca”, laboratorio di tessitura, teatro, “gesti quotidiani”, cucina, assemblaggio, “divertiamoci”, piscina, tutti i laboratori espressivi con musica e movimento e altro ancora. “Nel tempo – prosegue a raccontare Michele – ci è capitato di collaborare con realtà e aziende del territorio. Ad esempio da diversi anni un gruppetto del Centro diurno allestisce la vetrina del Bar Andy a San Vito durante il periodo natalizio, oppure un altro gruppo partecipa in autunno alla vendemmia per le Cantine di Ramuscello. Da circa un anno una “squadra specializzata” capeggiata dal collega Marco svolge dei lavori di manutenzione del verde presso il Santuario di Madonna di Rosa. Inoltre collaboriamo – prosegue sempre Michele con la lista quasi interminabile delle attività – con la Caritas sanvitese grazie all’attività “Guarda che Roba” coordinata da Denise e Karina, finalizzata al recupero di abiti usati. Sara invece gestisce la sezione “Guarda che Robina” dedicata ai più piccoli…” Ma l’elenco non è ancora esaurito! Da tanti anni c’è un forte legame con il CAI di San Vito che offre la possibilità a “Punto Zero” di praticare l’attività di escursionismo durante la bella stagione. Importante anche l’amicizia con la Bocciofila Sanvitese che ospita il centro diurno presso l’impianto di Savorgnano da maggio ad ottobre ogni venerdì mattina. Non ci si può annoiare affatto!
“Sugli sviluppi futuri – conclude il coordinatore del centro diurno Ervoni – voglio immaginarli non solo per Punto Zero ma per tutta l’area di Futura che si occupa dei servizi alla persona. Alcuni colleghi della cooperativa stanno infatti portando avanti dei progetti volti alla domiciliarità e al turismo accessibile. Sono temi che ovviamente richiedono tempo e dedizione ma noi ci crediamo!” (ndr. In bocca al lupo!).

Paolo Belluzzo
paolobelluzzo@futuracoopsociale.it

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