LA MEDITAZIONE? UNO STRUMENTO ANCHE PER I DISABILI

LA MEDITAZIONE? UNO STRUMENTO ANCHE PER I DISABILI

Tra le molte attività del centro diurno Punto Zero, spicca anche la meditazione: un lavoro che si è rivelato utile, rilassante ed efficace anche nelle persone “diversamente abili”. A proporre questa attività è Gaetano Pedullà, 43 anni, originario di Roma.

È stato un programmatore fino al 2009, dopodiché si è dedicato completamente a proporre la meditazione alle persone. Attualmente, vive solo con le offerte della gente.

Di che cosa ti occupa precisamente?

Mi occupo di lavoro interiore. Il lavoro interiore è una disciplina teorica e pratica che aiuta a ritrovare il contatto con sé stessi, attraverso la sperimentazione di uno stato di pace e armonia interiore sempre più profondo. Attraverso il lavoro interiore si impara ad affrontare costruttivamente il dolore, esprimendolo, si impara inoltre ad ascoltare sé stessi in uno stato di assoluta sintonia con il macro cosmo, si apprende infine a mettere in pratica nella quotidianità della vita ciò che proviene da un autentico ascolto interiore.

Perché ritieni importante ed efficace fare meditazione con le persone “diversamente abili”?

Viviamo in una società fortemente competitiva, dove il tempo ha assunto ormai solo un valore puramente produttivo. L’esistenza delle persone è una continua corsa per adempiere a tutti gli impegni di vita, non si è più capaci di stare fermi, non ci si pone quasi mai domande o interrogativi profondi sui sé stessi, sul mondo, sulla vita, a meno che non intervenga qualcosa di molto drammatico nella vita che mette in crisi le false certezze, solo allora si cerca qualcosa di nuovo dentro di sé. Le persone diversamente abili sono fuori da tale terribile corsa, sono persone che hanno imparato a vivere e convivere con il dolore e per ciò sono generalmente molto più sensibili e predisposte all’ascolto interiore. Le persone diversamente abili, essendo quindi più predisposte all’ascolto interiore, possono ricevere molto aiuto nel ritrovare pace e armonia dentro di sé attraverso semplici tecniche di lavoro interiore. Tale armonia permette loro poi di raggiungere un profondo equilibrio dentro di sé, favorendo lo sviluppo progressivo di un’autonomia affettiva e una capacità a dare spazio alla propria creatività in opere di vita quotidiana sia nel gruppo che nel singolo.

Come hai conosciuto Futura?

Attraverso Patrizia Modena che partecipò più volte a incontri esperienziali di lavoro interiore da me condotti nella zona di Trieste. Mi parlò della meravigliosa realtà di Futura e sentii subito nel cuore la volontà di proporre una condivisione con i ragazzi di Futura. Dopo alcuni mesi Patrizia organizzò un incontro in Futura.

Paolo Belluzzo
paolobelluzzo@futuracoopsociale.it

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