INAUGURAZIONE PROGETTO LALUNANUOVA2.0: SABATO 28 SETTEMBRE 2019, ORE 10.30

“Non trattenere, ma liberare le persone” – afferma il Presidente de Laluna, Francesco Osquino – con l’avvio del nuovo progetto. “Fra vent’anni – conclude Osquino – desidereremmo che l’associazione non abbia più ragione di esistere”.

1. Oltre vent’anni fa, nasceva Cjasaluna. L’obiettivo era ridare un futuro a persone disabili rimaste senza famiglia e/o con problemi familiari. Oggi l’associazione di volontariato ha rilancia e dà vita al nuovo progetto Lalunanuova.2.0. Puoi raccontare di che cosa si tratta di preciso?

Lalunanuova2.0 è un progetto piuttosto complesso che mette assieme, le varie competenze che Laluna ha acquisito in questi venticinque anni di attività. Infatti abbiamo realizzato un nuovo appartamento per la vita indipendente, un B&B e degli appartamenti da destinare a famiglie e persone che vogliano vivere in un contesto di cohousing e due appartamenti sui quali si avvieranno nei prossimi anni delle progettazioni per persone con gravi disabilità in collaborazione con l’AAS n.5. Legato a Lalunanuova è poi stato avviato il progetto “Orto-attivo” (www.ortoattivo.it) con degli spazi di lavoro e valutazione attraverso gli orti sociali, un piccolo frutteto realizzato al Canedo grazie ad un comodato offertoci dalla famiglia Eramo, la cura degli animali come galline, oche, asini, ecc. Inoltre nei laboratori e nella cucina avvengono le attività di trasformazione dei prodotti agricoli utili sia alla Cjasaluna ma anche ad una piccola comunità alimentare.

2. Quegli obiettivi iniziali sono rimasti gli stessi di oggi? Da dove viene questa volontà? Qual è il percorso che vi ha portato fin qui?

Gli obiettivi sono senz’altro cambiati nel tempo, quando Laluna è nata, nel 1994, si occupava esclusivamente di attività ricreative con persone con disabilità in un contesto sociale e culturale completamente diverso rispetto a quello attuale. Nel tempo le cose sono migliorate, nel frattempo sono nati i centri socio-occupazionali, è nata la Comunità Alloggio “Cjaslauna Paola Fabris”, la prima risposta in provincia al “Dopo di Noi”. Abbiamo iniziato occupandoci di tempo libero ora cerchiamo di offrire gli strumenti affinché una persona con disabilità possa vivere la sua vita ed affrontare le proprie scelte a 360°, da quelle lavorative a quelle abitative, da quelle per il tempo libero e quelle relative alla propria sfera sentimentale. Crediamo fortemente che ogni persona possa autodeterminarsi ed è un’ingiustizia quando si pongono delle barriere affinché questo avvenga. La nostra volontà nasce proprio da questo, dal desiderio che ogni persona possa avere le stesse opportunità per avere una vita buona, è una questione di giustizia sociale.
Di certo non è stato semplice inseguire i nostri sogni, le difficoltà anche interne sono state tante. Quello che ci ha contraddistinto e portato ad essere sempre più forti è il dialogo serio e maturo che si è sviluppato sui principi, sull’idea di disabilità e di vita buona. Questo ci ha permesso di confrontarci e costruire un percorso condiviso con tutta l’associazione che assieme cammina verso questi obiettivi e raggiungere importanti traguardi, che poi nient’altro non sono che nuovi punti di partenza.

3. Come dialoga Lalunanuova 2.0 con la comunità locale? Quali sono le attività e gli strumenti grazie ai quali la struttura può aprirsi sempre più alla comunità? Stiamo pensando a nuove esperienze e nuovi “benefici” per la stessa, come per esempio gli orti sociali e gli animali (galline, quaglie, asini). Li seguite solo voi o ci sono persone che esterne che vi aiutano?

Non è difficile entrare a Laluna, le porte (ed i portoni) sono sempre aperti. Ma questo non basta. La nostra fortuna è che il territorio ci è sempre stato vicino. Mote persone si sentono parte de Laluna e si adoperano in diversi modi mettendo a disposizione il loro tempo. Alcune persone si occupano dei trasporti, altre delle manutenzioni, altri ancora ci aiutano negli orti. Alcune famiglie si sono “aggregate” creando il gruppo famiglie che organizza attività in alcuni momenti dell’anno, oltre ad un gruppo di giovani che singolarmente o in gruppo si rende disponibile per Laluna. La cosa si è poi ampliata con l’avvio degli orti e gli animali, in particolare gli asini, che ci hanno permesso di avvicinare all’Associazione e far entrare nei nostri spazi persone interessate ed incuriosite, per la gestione di queste nuove attività si sono avvicinati dei volontari a supporto.

4. Quali sono i benefici che stanno avendo o avranno i ragazzi da queste nuove esperienze? A proposito, anche le persone disabili potranno lavorare, in qualche modo, in questi laboratori?

I benefici sono quelli che qualsiasi persona assapora nel momento in cui riesce a gestire la propria vita, ad autodeterminarsi: un senso di libertà, di autostima (anch’io ce la posso fare), di adultità. Le attività legate agli orti ed alla trasformazione dei prodotti agricoli, non ha come obiettivo principale quello di inserire delle persone nel lavoro all’interno de Laluna. Anche perché per noi l’obiettivo non è quello di trattenere ma di liberare. Si potrebbero però sviluppare dei progetti di osservazione che poi, grazie alle relazioni che si creano con il territorio, potrebbero offrire alla persona con disabilità, l’opportunità di inserirsi in un contesto di lavoro “normale” nelle attività economiche locali.

5. Veniamo alle modalità di vita della nuova struttura: gli attuali abitanti di Cjasaluna saranno tutti coinvolti nel progetto di co-housing? Se sì in che forma? I nuovi locali costruiti verranno messi a disposizione anche della gente esterna?

Il cohousing coinvolgerà tutti gli abitanti che si trovano nello stabile de Lalunanuova quindi compresi quelli che attualmente vivono in Cjaslauna. Ovviamente la partecipazione dev’essere su base volontaria. Per questo motivo anche il cohousing sarà una nuova opportunità da costruire. Le modalità e le regole che si daranno le persone coinvolte non sono ancora state stabilite proprio perché saranno i diretti interessati, una volta costituito il cohousing, a definire i rapporti e le attività che intenderanno svolgere utilizzando gli spazi che l’associazione mette a disposizione quali ad esempio la lavanderia, la sala polifunzionale, l’officina, gli orti ed altri spazi comuni. Alcuni degli spazi citati saranno condivisi e messi a disposizione anche del territorio e della comunità locale per creare la massima integrazione possibile.

6. Lalunanuova2.0 è un altro sogno de Laluna all’insegna dell’innovazione sociale. Riesci già a immaginare quale sarà il nuovo sogno de Laluna fra vent’anni?

Sarebbe bello che Laluna potesse esaurire il suo operato, che tra vent’anni non abbia più ragione di esistere. Se cambiasse la cultura, se le famiglie, la scuola, la società fossero preparati per un nuovo approccio alla disabilità non sarebbe più necessaria Laluna. Spero che come associazione si lavori sempre per essere il meno utile possibile, questo significherebbe che stiamo azzerando l’assistenzialismo e valorizzando il protagonismo delle persone. Questa non è solo utopia perché di fatto già stiamo lavorando in questo senso. Persone che vivevano in Cjasaluna, quindi in struttura, sono state “liberate” ed ora vivono felici in autonomia senza più aver bisogno de Laluna, questa è la strada.

Paolo Belluzzo paolobelluzzo@futuracoopsociale.it

Giovanna De Caro giovannadecaro@futuracoopsociale.it

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