FUTURA: “Femminile plurale per la nuova economia”

FUTURA: “Femminile plurale per la nuova economia”

Cosa accomuna una coop sociale bolognese o perugina e centro antiviolenza di Casal di Principe? Da questa domanda parte il viaggio di “Futura – Femminile plurale per la nuova economia”, docu-film prodotto da Legacoopsociali e realizzato da Mario Leombruno, Luca Romano e Giuseppe Manzo. Cooperazione sociale e presenza femminile, un connubio che spesso si dà per scontato e si lascia in pasto ai luoghi comuni. Invece i numeri spiegano una realtà più complessa, da Nord a Sud. Si inizia con la più antica coop sociale, Cadiai, nata a Reggio Emilia nel 1974.
Servizi alla persona, all’infanzia e gli anziani e soprattutto la leadership femminile costante in questi 40 anni. Franca Gugliemetti è l’ultima presidente in ordine di tempo e con lei sono raccontati anche i momenti drammatici del terremoto 2012. Scendendo più giù c’è Alessandra Garavani, presidente della coop sociale Il Poliedro di Città di Castello. Madre, mogli e massimo dirigente di una impresa sociale che si occupa dell’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. A Sud, invece, la realtà casertana e la sfida dei centri antiviolenza della coop sociale Eva guidata da Lella Palladino: aprire una comunità per donne maltrattate in un bene confiscato alla camorra, la casa del boss dei casalesi Walter Schiavone. Franca, Alessandra, Lella raccontano un’Italia diversa. Non è quella del 50% di disoccupazione femminile, della condizione salariale discriminante, del 9% nei ruoli dirigenti. È un paese in cui il lavoro si coniuga con i tempi e i diritti di genere: nelle coop sociali c’è il 70% di occupazione femminile e il 50% di donne nei Consigli di amministrazione, senza dimenticare che in Legacoopsociali sono donne presidente e vicepresidente nazionali.

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